giovedì 13 marzo 2008

IL BRANO DELL'ANNO

...MI BASTI TU!
Marco 8, 27-36
27Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: "Chi dice la gente che io sia?". 28Ed essi gli risposero: "Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti". 29Ma egli replicò: "E voi chi dite che io sia?". Pietro gli rispose: "Tu sei il Cristo". 30E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno. 31E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. 32Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. 33Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: "Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini". 34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: "Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. 36Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?

Il brano biblico scelto per quest’anno associativo mette in evidenza l’atteggiamento di chi vuole farsi autentico discepolo di Cristo. In particolare emerge come Gesù educa i nostri desideri; l’impulsività di Pietro gli ha fatto credere di poter guidare lui il Maestro anziché lasciarsi condurre per mano nel comprendere il mistero di Dio. Il brano evidenzia che nel cammino della sequela, anche se riusciamo a riconoscere che Gesù è per noi il Cristo, dobbiamo stare attenti a non costruirci un’idea di Dio secondo i nostri schemi mentali, ma dobbiamo lasciarci condurre da lui sulla strada che ha tracciato per noi.

Alcune sottolineature:
- Gesù ci chiede di farci un’idea di lui, ci coinvolge in prima persona, non ci lascia solo spettatori di un evento (la salvezza) che ci coinvolge. Avere chiara l’idea che portiamo dentro di noi è il primo passo per un cammino di fede e di sequela.
- difficoltà dei discepoli nel comprendere il progetto di salvezza che Dio ha per l’uomo.
- radicalità della sequela. Al discepolo Gesù chiede solo di seguirlo, nella consapevolezza che il cammino porta anche incontro alla croce.
- Dio riconosce la bontà di ciò che portiamo nel cuore, ma vuole educare i nostri desideri. A volte possiamo ritrovarci a metterci davanti a lui, volendo orientare il cammino. Dio ci riporta alla concretezza dell’essere discepoli, cioè del seguirlo. Il rinnegare se stessi della sequela non è un “farsi violenza”, ma un orientare la propria vita a Dio.
- “se qualcuno vuole venire dietro di me”. Seguire Cristo non deriva da una chiamata che obbliga, ma è sempre una scelta che Dio ci lascia compiere. Gesù vuole verificare il nostro desiderio di Dio, perché solo chi desidera ardentemente una relazione profonda con Dio può mettersi sul cammino della sequela. Così potrà affrontare anche la croce.
- ci capita spesso di trovarci a camminare dietro al Cristo dei nostri desideri, con il rischio di beccarci qualche “rimprovero”, come Pietro; nella sequela siamo chiamati a conoscere e ad accettare il Cristo così come ce lo rivelano i vangeli, divenendo capaci di amare colui che per primo ci ha amati donando la sua vita per noi.

...mi basti TU!

VADEMECUM per la proposta formativa ACR 2008-2009
a cura della Commissione Itinerari Formativi Azione Cattolica dei Ragazzi

Categoria della sequela - Conversione al Vangelo della vita

Dal Progetto Formativo (§ 5.1)

Tale passaggio a una fede sempre più personale al Dio di Gesù Cristo, non consiste nell’assenso solo intellettuale a una serie di verità astratte, ma nell’adesione intima, esistenziale, fatta nella libertà e nell’amore, a un Tu personale che chiama a vivere con sé. Questa è l’esperienza dei primi discepoli; è quella dei santi di ogni tempo; questa è la conversione, l’allargamento di orizzonte che permette di collocare l’esistenza dentro un disegno più grande e cambia lo sguardo: un evento che ha in sé qualcosa dell’innamoramento.
Qui sta l’inizio di una relazione personale con il Signore Gesù: essa progressivamente coinvolge l’intelligenza, forze e cuore, facendo scoprire la ricchezza dei doni ricevuti.
Al dono di Dio si risponde con la vita, che cambia nella misura in cui ricalca le orme di Gesù e per questo diventa straordinariamente ricca, aperta a prospettive inedite, segnata com’è dal paradosso delle beatitudini evangeliche. Ciò che è accaduto ai primi discepoli non può che accadere ai discepoli di tutti i tempi: non si può dire di sì e continuare a vivere come prima. Questo spinge anche alla condivisione del dono ricevuto, attraverso la missione. La risposta al dono di Dio dà dunque un’impronta nuova all’esistenza, perché impegna – ad ogni età della vita – all’ascolto e alla preghiera, al discernimento, che rende liberi, a vivere ogni giorno la novità dell’esistenza e a far trasparire nella vita quotidiana i tratti di un’umanità realizzata e piena. La ricerca, la scoperta, la conversione e la missione sono tappe necessarie e costanti di una vita da discepoli.

Linee unitarie:
- Vangelo di Marco

Nell’anno della sequela vogliamo aiutare i ragazzi e a vivere un’esperienza consapevole del discepolato come risposta alla chiamata alla vita di Dio e a maturare quegli atteggiamenti che conformano sempre più la loro vita a Cristo e al Vangelo.
La sequela nasce da una chiamata che Dio ci rivolge, da un progetto di amore e di bene che egli nutre per ciascun uomo; è la scoperta di un Dio che ci cerca prima ancora che noi ci mettiamo in cammino, che gratuitamente fa balenare la possibilità di una vita nuova, decentrata da se stessi ed orientata a Dio e ai fratelli. E’ una chiamata gratuita che ci viene offerta come dono per realizzare un’umanità piena a partire dall’esistenza che quotidianamente ci troviamo a vivere. A questo dono non possiamo che rispondere donando la nostra stessa vita, lasciandoci trasformare dall’incontro e dalla relazione con Dio.
Ma la sequela nasce da un desiderio di ricerca che Dio stesso mette nel cuore dell’uomo. Il cammino formativo del prossimo anno vuole aiutare i ragazzi innanzitutto a “rintracciare” dentro se stessi questo desiderio di Dio che rende inquieta la vita (cf. S. Agostino); è il desiderio infatti che ci spinge all’incontro con Gesù, è il primo motore interiore che motiva la ricerca. E’ un desiderio che deve fondarsi più sull’essere che sull’avere e sul possedere, che costringe a guardare dentro di sé per scorgere i tratti che Dio ha disegnato dentro ciascuno di noi; come un fuoco, che ha bisogno di nuovo alimento, così il desiderio di Dio ha bisogno di riandare alle ragioni profonde e vitali, che lo inseriscono nel cuore dell’uomo come un’esigenza inderogabile (chi non ricorda la celebre parola di S. Agostino: «Fecisti nos ad Te, et inquietum est cor nostrum, donec requiescat in Te». Tu ci hai creati per Te, ed il nostro cuore è inquieto, finché non si riposi in Te? [Confess. 1, 1; P.L. 32, 661]) (PAOLO VI, udienza generale del 23 dicembre 1964).
Guardando dentro nella loro vita i ragazzi scoprono tanti desideri che determinano quotidianamente le loro scelte; è necessario fare un’ “ecologia dei desideri” che li aiuti a saper discernere, tra tanti, il desiderio di Gesù che ci spinge più lontano, oltre ciò che possediamo e vediamo. Bisogna distinguere tra i bisogni che esigono un’immediata soddisfazione, e i desideri che invece motivano l’orientamento e le scelte della vita. Si tratta di aiutare i ragazzi a saper scegliere tra le tante offerte e proposte nel “supermercato” dei desideri! Il mondo di oggi propone loro tante e troppe possibilità; ma quali sono quelle orientate al Vangelo? Quali aiutano a vivere pienamente la relazione con Dio che libera e da pienezza alla vita?
Nella sequela di Cristo, non è sufficiente il desiderio, perché essa venga pienamente realizzata; essa comporta, infatti, la rinuncia ad ogni sicurezza, esige che si faccia l'esperienza profonda di quella povertà radicale, non tanto economica, ma esistenziale. E’ necessario un cambio di vita, un esodo da compiere dentro se stessi; “si è chiamati fuori e si deve semplicemente “fuoriuscire” dall’esistenza condotta fino a quel momento, si deve “esistere” nel senso più rigoroso della parola” (Dietrich Bonhoeffer).
Seguire Gesù, incondizionatamente, significa intraprendere una itineranza, prevalentemente interiore, che è, anche, un cammino di abbandoni e di croce. La sequela di Cristo, qualunque sia la modalità in cui essa si realizza, non può nascere, semplicemente, dal desiderio umano, ma deve avere la sua sorgente in Dio; è sua, infatti, l'iniziativa della chiamata.
Mettersi alla sequela di Cristo significa diventare conquistatori della propria vita, del progetto tracciato da Dio per noi. Per essere conquistatori bisogna essere capaci di sognare, di desiderare di raggiungere degli obiettivi. Solo se si hanno le idee chiare su dove si vuole andare si saprà organizzare un piano con cui agire, sapendo che è comunque un percorso fatto di intoppi, ma che proprio tra le salite e le discese c’è sempre Gesù che non smette di aspettarci e di stare al nostro fianco.

da SETE DI DIO, di Amedeo Cencini

Il desiderio, in generale, è legato alla verità della vita, di quello che noi siamo e che siamo chiamati a essere e ancora non siamo; per l'uomo credente il desiderio dell'uomo, l'unico vero desiderio, è di vedere Dio (Filippo: «...mostraci il Padre e ci basta», Gv 14,8), o di realizzarsi secondo il progetto che Dio ha su di lui, il progetto delle origini, quello che ci rende a sua immagine e somiglianza. Secondo l'antropologia biblica il desiderio appare come uno degli elementi che caratterizzano fin dall'inizio l'essere umano, se è vero che «il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne una nefesh vivente» (Gen 2,7), ovvero l'uomo vivente è presentato come un essere di desiderio, strutturato verso la relazione con l'altro/ Altro per la realizzazione di se stesso. L'uomo della rivelazione è il desiderante vivo. La struttura della sua persona in quanto essere di desiderio è orientata verso Dio, come la sentinella che attende l'aurora (cfr. Sal 42,2.6.12; 43,5).
A livello semplicemente umano, il desiderio esprime la tensione dell'individuo verso il suo compimento completamento; l'uomo desidera fondamentalmente realizzarsi nella verità di se stesso, si avverte carente e cerca la pienezza del proprio essere. Il desiderio è la proiezione di un sé migliore di quello attuale nel futuro, esprime l'anelito di ogni uomo verso un'immagine di se più vera e completa rispetto a quella del presente.

Apertura al futuro
Senza il futuro non si può desiderare, e quanto più il futuro si allarga, fino all’eterno, tanto più i desideri evolvono e vanno lontano (V. Andreoli). La tendenza a una vita iperconcreta, tesa cioè al subito, all’hic et nunc, al tutto immediatamente, vanifica il processo del desiderare e, bruciando tutto nel momento che scappa, priva di importanza il passato e ignora il futuro, chiudendo alla prospettiva della speranza. […]

Concezione progettuale della vita
Avere un desiderio significa concepire se stessi e l' esistenza in modo dinamico, non statico. Dunque implica concezione positiva di se, come di persona capace di impegnarsi o di dare il meglio di se stessa, lungo un cammino fatto di tappe intermedie da superare gradualmente e ordinatamente, di rinunce, sacrifici e fatiche da accettare, di obiettivi possibili e praticabili, per un progetto di fatto realizzabile. […]

Desiderare
Il desiderare è la capacità di canalizzare tutte le nostre energie verso un oggetto stimato centrale per noi. Non è quindi il cieco impulso, la voglia matta, l'istinto che spinge incontrollato, ma una tendenza significativa verso qualcosa che è apprezzato in sé. […]Per desiderare occorre avere un centro. Un centro che svolga sostanzialmente queste funzioni: che dia identità e verità al soggetto, sia in grado di attrarre e unificare le sue energie affettive, in modo da attivarne e orientarne la capacità decisionale. Il centro dunque è indispensabile, poiché svolge funzioni senza le quali non esiste autentica vita umana, non esiste io, non esiste desiderio alcuno ne possibilità alcuna di desiderare. Per questo deve essere centro significativo, ovvero capace di dare senso alla vita e alla storia del soggetto, verità sulla sua identità.


Domanda di vita – domanda di pienezza/ realizzazione

Nell’anno della sequela la domanda di vita è una domanda di pienezza/realizzazione. Vogliamo guardare al mondo dei ragazzi per scorgere quali attese essi portano con sé per riuscire a vivere una vita piena, bella e luminosa.

- Ciò che ci aiuta i ragazzi a spingersi verso la realizzazione della propria vita è il “desiderare”. Il desiderio è legato alla verità della nostra vita, di quello che siamo e che siamo chiamati ad essere. Ciascuno di noi è un “essere in desiderio” che durante tutta la sua esistenza è chiamato a realizzare pienamente se stesso secondo il progetto che Dio ha su di lui.
- I ragazzi oggi chiedono di sentirsi riconosciuti per quello che sono, con la loro storia, le loro passioni, i loro errori e i loro sogni; il desiderio di sentirsi amati abita la loro vita e si esprime attraverso l’attenzione che, soprattutto i più piccoli, cercano da chi gli sta intorno.
- Oggi i bambini e i ragazzi, seppur conservano potenzialmente una forte capacità di desiderare una vita piena, di sognare e realizzare “grandi cose”, stentano a coltivare questa dimensione nella loro vita. Sono “troppo pieni”, legati a possedere più che a desiderare, sia le cose materiali che le persone. A volte anche gli adulti che hanno accanto non li stimolano a sostenere e a far crescere questa capacità nella loro quotidianità; preferiscono continuare a “riempire” la loro vita piuttosto che aiutarli a spiccare il volo. Il desiderio di pienezza dei ragazzi oggi si scontra con una cultura che li rimpingua, girando intorno ai problemi e non andando mai al cuore delle situazioni. I ragazzi si vedono persi, disorganizzati, non sanno dove appigliarsi per realizzare questa pienezza.
- I desideri dei ragazzi appaiono quindi più come dei bisogni che non sono incanalati verso l’altro e verso Dio, facendo perdere così quella dimensione di trascendenza che presuppone un rapporto personale con Dio.
- Desiderare è concepire se stessi in modo dinamico, non statico, in un cammino fatto di tappe che scandiscono un progetto di fatto realizzabile. I ragazzi chiedono di essere aiutati a non pensare solo al “tutto e subito”, ma a coltivare i propri desideri e sogni più profondi, per incontrare il sogno di Dio su ciascuno di loro.
- Il desiderio si esprime sempre all’interno di una relazione, è un’uscita da sé per incontrare l’altro. I ragazzi chiedono di poter vivere a pieno le loro relazioni con i coetanei, in famiglia, con le figure educative, perché è proprio nelle relazioni ben vissute e costruite che la loro esistenza è vissuta in pienezza. Ma la relazione che dà pienezza e completezza alla vita è la relazione personale con Dio. Solo in questo rapporto il ragazzo si percepisce amato da sempre, accompagnato e sostenuto lungo il cammino. Il desiderio (de-sidus=mancanza di una stella) di Dio è ciò che spinge alla ricerca e a mettersi alla sequela di Cristo sulle orme del Vangelo. Dio diventa il punto fisso verso il quale convergere tutta la propria esistenza.
- Desiderare è anche far luce su se stessi, sulla propria identità. Il desiderio ci prende dal profondo del nostro cuore, e ci costringe a verificare chi vogliamo essere, dove stiamo andando, e soprattutto verso dove camminiamo. “L’identità non è qualcosa di per sé già dato quanto piuttosto il risultato di diversi processi intrapersonali e interpersonali, che contribuiscono alla formazione di se stessi. Il desiderio di sentirsi attivi e protagonisti nella progettazione della proprio vita emerge in modo particolarmente evidente oggi” (Pierluigi Cabri, in “Le sfide dell’educazione, CEI.) I ragazzi chiedono di vivere, nella vita quotidiana, delle esperienze che li aiutino a fare chiarezza sulla propria esistenza e a sentirsi protagonisti nella costruzione del proprio progetto di vita.

I ragazzi chiedono:
- chiedono nelle persone che gli stanno accanto una presenza costante, ma discreta che non tolga la capacità e la voglia di sognare, desiderare;
- chiedono di essere accompagnati, sostenuti, incoraggiati nell’affrontare i loro successi frutto del loro impegno e i loro insuccessi che diventano occasione per riflettere, “desiderare-sognare” di risorgere;
- chiedono di essere aiutati a rimanere fedeli agli impegni scelti/presi e a lottare in ogni modo alla conquista degli obiettivi fissati.

La declinazione della domanda di vita per fasce d’età verrà realizzata in ciascuna commissione.



Atteggiamenti: partecipazione, accoglienza, disponibilità, condivisione

Partecipazione
Indica la capacità e il desiderio di lasciarsi coinvolgere in un cammino, in un’esperienza di crescita nella carità. Esprime con i fatti il rifiuto della logica del “tirarsi indietro”, della pigrizia, del non coinvolgimento.
Vivere da discepoli del Signore Gesù significa sentirsi chiamati a diventare pietre vive della comunità dei cristiani e crescere nella testimonianza e nell’apostolato. Chi accetta di vivere secondo lo stile della partecipazione è disposto a lasciarsi interpellare dalle numerose situazioni di gioia, ma anche di difficoltà, che riempiono la vita della comunità sociale, civile ed ecclesiale e a farsene carico, con gratuità e responsabilità.

Accoglienza
Dio Padre ha un progetto di amore e di pienezza per la vita di ciascuno: è questa la Buona Notizia rivelata dal Signore Gesù. Aprirsi alla Buona Notizia significa crescere nella disponibilità ad accogliere il Progetto del Padre e incamminarsi sulla via della santità.
Per chi è disposto a fidarsi di Gesù e a scommettere la propria vita su di Lui, accogliere diventa anche il modo di vivere e di relazionarsi con gli altri, si apre all’altro ed è disposto ad ascoltare, ad accogliere, ad amare chi gli sta di fronte. La disponibilità nasce dal fare esperienza che Dio è il Padre che ama e che ha mandato Gesù per salvare l’umanità dall’egoismo e dal male, per indicare a ogni persona la “misura” con cui amare: il dono di sé e della propria vita.

Disponibilità
È l’atteggiamento di chi si lascia interpellare, interrogare e convertire dalle situazioni e dagli eventi della vita. questo atteggiamento è proprio di chi è disponibile a cambiare, a lavorare su se stesso per riuscire a discernere quali strade nella propria vita abbandonare e quali invece sono da percorrere. La disponibilità è un atteggiamento essenziale di chi vuole mettersi in cammino dietro il Cristo, perché sa che il confronto con la sua vita e il suo vangelo scardina le proprie certezze ed orienta la propria vita verso di lui.

Condivisione
È uscire dalla logica egoistica del “pensare a sé” per aprirsi all’altro con gratuità e generosità. Condividere significa anche saper riconoscere che i doni ricevuti che provengono dall’amore del Padre sono doni che non vanno custoditi per sé, né sprecati. Il Signore Gesù invita tutti e ciascuno a diventare dono per gli altri, a saper mettere in comune risorse e potenzialità, per contribuire insieme a costruire la civiltà dell’amore.

La declinazione degli atteggiamenti per fascia d’età avverrà in ciascuna commissione.

lunedì 3 marzo 2008

RISCOPRIAMO LA BELLEZZA E LA RESPONSABILITA' DELLA VOCAZIONE LAICALE

LAICI SECONDO IL VANGELO
Il volume raccoglie testi editi di Giuseppe Lazzati a suggerire un itinerario di riflessione e di ricerca sul tema della vocazione del fedele laico, il suo ruolo e responsabilità.
Pensati soprattutto per un pubblico giovanile, questi contributi affrontano motivi e istanze fondamentali dell’esistenza cristiana.
A partire da alcune pagine sul tema biblico-teologico del Regno di Dio, sulle principali vocazioni cristiane (matrimonio, sacerdozio, vita religiosa, consacrazione secolare), attraverso la preghiera e la spiritualità laicale, si delinea l’importanza dell’impegno educativo nella formazione di autentici laici cristiani. Compito primario, quest'ultimo, per la comunità ecclesiale, a cui Lazzati si dedicò con perseveranza e che costituì il nucleo centrale del suo appassionato magistero presso l’Eremo di S. Salvatore sopra Erba (Como).
Prezzo: € 13.00 Pagine: 304 Anno: 2007 Formato: 13,5x17
IN DIOCESI €. 10,00

venerdì 11 gennaio 2008

Quaresima 2008


Nella collana Lo scrigno
DOMENICO SIGALINI
Riscattato per sempre D’amore si muore, di speranza si vive
Meditazioni per la Quaresima,

pp. 200 € 8,00

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Anche quest'anno l'Azione Cattolica dei Ragazzi propone sussidi di preghiera per ragazzi nel Tempo di Quaresima e Pasqua.



Ecco, io sono con voi fino alla fine del mondo Accompagnamento personale e quotidiano della preghiera per i ragazzi dai 6 agli 11 anni. Quaresima e Pasqua 2008
pp. 64 € 3,50




Ecco, io sono con voi fino alla fine del mondo Accompagnamento personale e quotidiano della preghiera per i ragazzi dai 12 ai 14 anni. Quaresima e Pasqua 2008
pp. 64 € 3,50

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Ed ecco la proposta dell'Azione Cattolica per Giovanissimi e Giovani, dai 15 anni in su!


Seguimi! Sussidio di preghiera per Giovani e Giovanissimi nel Tempo di Quaresima 2008
pp. 96 € 3,50


Soli, mai! Sussidio di preghiera per Giovani e Giovanissimi nel Tempo di Pasqua 2008
pp. 104 € 3,50

domenica 23 dicembre 2007

auguri di Natale dal Papa

Cari ragazzi e ragazze dell'A.C.R.,
con grande gioia vi do il benvenuto. La vostra visita quest'oggi nella casa del Papa sta ad indicare che ormai siamo vicini alla grande festa del Santo Natale, una festa molto attesa, specialmente da voi ragazzi. A ciascuno di voi il mio affettuoso saluto, insieme a un vivo ringraziamento per i sentimenti e le preghiere che mi avete assicurato a nome dei vostri amici dell'A.C.R. e di tutta la grande famiglia dell'Azione Cattolica Italiana. Un saluto particolare rivolgo al Presidente nazionale, prof. Luigi Alici, e al Vescovo Domenico Sigalini, che ho da poco nominato Assistente generale dell'Azione Cattolica, come pure al Responsabile e all'Assistente dell'A.C.R. e ai loro collaboratori, estendendolo a tutti coloro che si curano della vostra formazione umana, spirituale ed apostolica. Mi ha fatto piacere che poco fa abbiate citato una bambina, Antonia Meo, detta Nennolina. Proprio tre giorni fa ho decretato il riconoscimento delle sue virtù eroiche e spero che la sua causa di beatificazione possa presto concludersi felicemente. Che esempio luminoso ha lasciato questa vostra piccola coetanea! Nennolina, bambina romana, nella sua brevissima vita -solo sei anni e mezzo - ha dimostrato una fede, una speranza, una carità speciali, e così anche le altre virtù cristiane. Pur essendo una fragile fanciulla, è riuscita a dare una testimonianza forte e robusta al Vangelo e ha lasciato un segno profondo nella Comunità diocesana di Roma. Nennolina apparteneva all'Azione Cattolica: oggi sicuramente sarebbe iscritta all'A.C.R.! Perciò potete considerarla come una vostra amica, un modello a cui ispirarvi. La sua esistenza, così semplice e al tempo stesso così importante, dimostra che la santità è per tutte le età: per i bambini e per i giovani, per gli adulti e per gli anziani. Ogni stagione della nostra esistenza può essere buona per decidersi ad amare sul serio Gesù e perseguirlo fedelmente. In pochi anni, Nennolina ha raggiunto la vetta della perfezione cristiana che tutti siamo chiamati a scalare, ha percorso velocemente la "superstrada" che conduce a Gesù. Anzi, come avete ricordato voi stessi, è Gesù la vera "strada" che ci porta al Padre e alla sua e nostra casa definitiva che è il Paradiso. Voi sapete che Antonia ora vive in Dio, e dal Cielo vi sta vicino: sentitela presente con voi, nei vostri gruppi. Imparate a conoscerla e a seguire i suoi esempi. Penso che anche lei sarà contenta di questo: di essere ancora "coinvolta" nell'Azione Cattolica!
Siamo a Natale e vorrei formularvi fervidi auguri di gioia e di serenità, ma permettete che, insieme a questi auguri, ne faccia un altro per tutto l'anno che tra poco inizieremo. Lo faccio prendendo spunto dal vostro *slogan* per il 2008: che possiate sempre camminare con gioia sulla strada della vita con Gesù. Lui un giorno disse: "Io sono la via" (Gv 14, 6). Gesù è la strada che conduce alla vera vita, la vita che non finisce mai. È una strada spesso stretta e in salita ma, se uno si lascia attrarre da Lui, è sempre stupenda, come un sentiero di montagna: più si sale e più è possibile ammirare dall'alto nuovi panorami, più belli e vasti. C'è la fatica del cammino, ma non si è soli: ci si aiuta a vicenda, ci si aspetta, si dà una mano a chi rimane indietro... L'importante è non smarrirsi, non perdere il sentiero, altrimenti si rischia di finire in un burrone, di smarrirsi nel bosco! Cari ragazzi, Dio si è fatto uomo per mostrarci la via, anzi, facendosi bambino, si è fatto lui stesso "via", anche per voi ragazzi: è stato come voi, ha avuto la vostra età. Seguitelo con amore, mantenendo ogni giorno la vostra mano nella sua.
Questo che dico a voi vale ugualmente per noi adulti. Auguro dunque a tutta l'Azione Cattolica Italiana di camminare unita e spedita sulla strada di Cristo, per testimoniare, nella Chiesa e nella società, che questa via è bella; è vero che richiede impegno, ma conduce alla vera gioia. Affidiamo quest'augurio, che è anche preghiera, alla materna intercessione di Maria, madre della speranza, Stella della speranza. Lei che ha atteso e preparato con trepidazione la nascita del suo Figlio Gesù, aiuti anche noi a celebrare il prossimo Natale in un clima di profonda devozione e intima gioia spirituale.
Accompagno i miei più cari auguri con una speciale Benedizione Apostolica per voi, qui presenti, per i vostri cari e per l'intera famiglia dell'Azione Cattolica.
Buon Natale!
BENEDICTUS PP. XVI

HO QUALCOSA DA DIRTI

Ho qualcosa da dirti
Due lettere a un prete e a un laico
di: Francesco Lambiasi, Luigi Alici

Un laico scrive a un prete e un vescovo a un laico. Con taglio diretto, personale si narra il sentimento cristiano di stupore e gratitudine di fronte al mistero insondabile dell’amore del Padre.

Dalla bellezza della chiamata, al mistero dell’eucaristia, al segno misericordioso della penitenza e della riconciliazione.

Ma esiste uno stile “giusto” nelle relazioni tra preti e laici? Queste due lettere rinnovano corresponsabilità, comunicazione e speranza. Per coltivare una profondità interiore che nasce da un buon rapporto con se stessi e da una vita di comunione. Per essere, infine, lanterne e scintille. In un unico abbraccio: cielo e terra, eternità e storia.
Prezzo: € 6.50 Pagine: 88 Anno: 2007 Formato: 11,5x18,5
Testo consigliato a... GIOVANI, ADULTI, EDUCATORI

IN DIOCESI €. 5,00


venerdì 21 dicembre 2007

OFFERTA DI NATALE, EDITORIA ADULTI

In questi anni il Settore Adulti di Azione Cattolica ha pubblicato agili volumi nella collana "Argomenti" che riprendono temi e sollecitazioni sulla condizione laicale adulta.
Queste pubblicazioni sono state suggerite, a più riprese, come occasioni integrative del percorso formativo degli adulti e come possibilità di far conoscere la proposta di Azione cattolica ai tanti adulti delle nostre comunità parrocchiali che non aderiscono all’Ac o neanche la conoscono.
È del 2007 il volume
Per una vita adulta
Spunti, riflessioni e piste operative per "dare forma" alla vita di ogni giorno
p. 112 - € 9,00
Spunti per la formazione di un laicato adulto: persone che continuano a cercare, interrogarsi, crescere, capaci di lavorare per l’unità in ascolto di tutti.
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se acquisti Per una vita adulta puoi avere gli altri 17 volumi della collana Argomenti pagando solo € 39,00 invece di € 127,00!!!
Volumi della collana:

• Raccontare gli adulti, gli adulti si raccontano, p. 320, € 15,00
• Unità, diversità, dialogo. A venticinque anni dalla morte di Giorgio La Pira per una rinnovata lettura teleologica della storia, p. 90, € 7,00
• Se mi cambia il lavoro. Lavoro e volontariato: le nuove frontiere, p. 96, € 8,00
• Adulti da educare, adulti educatori. Prospettive per la formazione e l’impegno educativo degli adulti verso i ragazzi,
p. 192, € 8,00
• Con cuore e mani di donne. Dignità, condivisione e consapevolezza per partecipare al cambiamento, p. 128, € 8,00
• Nuovi stili di vita nel tempo della globalizzazione, p. 96, € 6,50
• Immigrazione: lavoro e dignità della persona, p. 84, € 7,50
• Quando la profezia si fa progetto. Per sperare nel nuovo millennio, p. 104, € 7,50
• Dalla scelta religiosa: la formazione sociale, p. 176, € 8,00
• Risorsa laicale nei grandi cambiamenti. Adulti di Ac e rinnovamento, p. 128, € 6,50
• Nuovo lessico familiare. La famiglia si racconta, p. 128, € 6,50
• In vista del bene comune. Adulti, formazione e dottrina sociale, p. 184, € 7,00
• Da nomadi a pellegrini. Diventare adulti nella fede, p. 96, € 6,00
• Nel servizio la gioia, p. 148, € 8,00
• In umiltà e fervore. Perché fare Ac oggi, da adulti, p. 232, € 6,50
• Generazione "a Diogneto". Adulti alle soglie del terzo millennio, p. 108, € 5,50
• Anziani costruttori di futuro. Responsabili nella Chiesa e nella società, p. 110, € 5,50